e Marianna Vazzana
Sveglia amara per lo storico centro sociale Leoncavallo: ieri alle 7.30 è scattata a sorpresa (anche per il sindaco Giuseppe Sala, che non ha nascosto la sua irritazione) l’esecuzione dello sfratto dall’ex cartiera occupata l’8 settembre 1994. Che l’azione "tramite forza pubblica" potesse concretizzarsi prima del 9 settembre, la data riprogrammata il mese scorso quando l’ufficiale giudiziario si era presentato per la 133esima volta in via Watteau per notificare l’ordine di rilascio dell’immobile, era nell’aria. "Ma nessuno di noi si aspettava avvenisse oggi", le prime reazioni degli attivisti accorsi nel quartiere Greco.
La pioggia non ha scoraggiato la folla di militanti storici e non. In serata erano in 150 all’assemblea pubblica convocata d’urgenza e durante la quale Daniele Farina, esponente del Leoncavallo ed ex deputato di Prc e Sel ha annunciato che c’è "l’ipotesi di convocare una manifestazione nazionale per sabato 6 settembre, preceduta da un’altra assemblea di carattere cittadino. Penso che sarà una manifestazione di massa, forse la prima vera risposta di Milano da tanti anni, e sarà una manifestazione nazionale". Tra i partecipanti, diversi esponenti di realtà antagoniste tra cui il centro sociale Lambretta, il Cantiere e il Laboratorio occupato Kasciavit.










