Quando ci troviamo davanti allo scaffale di un negozio siamo circondati da confezioni colorate con fotografie accattivanti e slogan rassicuranti. Il tuo cane ti guarda con fiducia, e tu ti chiedi: “Quale etichetta posso davvero leggere e decifrare per nutrirlo al meglio?”. L’etichetta del pet food non deve essere un mistero ed è molto più di un foglio informativo: è una finestra sulla qualità, l’equilibrio e la sicurezza del cibo che stai per affidargli.

1. La lista delle materie prime: ordine e trasparenza

Per legge, le materie prime (ingredienti) devono essere elencate in ordine decrescente di peso: il primo è quello presente in maggiore quantità, seguito dal secondo, e così via. Questo semplice criterio è fondamentale: se la carne, responsabile biologica primaria della dieta, appare solo in fondo, è un chiaro segnale di ingredienti di bassa qualità o scarsa presenza.

Attenzione agli ingredienti vaghi: espressioni come “carne e derivati” o “proteine animali” non specificano l’origine e suggeriscono uso di scarti poco controllati. Meglio prediligere diciture precise come “pollo disossato”, “carne fresca” o “farina di carne”, sapendo però che “carne fresca” contiene molta acqua che viene persa nel processo di lavorazione, mentre farine e disidratati resistono più facilmente.