Un'arma di distrazione di massa per spostare l'attenzione dai problemi veri: questa è la lettura a sinistra del blitz odierno al Leoncavallo.
"Che non ci possano essere zone franche dal diritto, perché Meloni non lo dice al suo amico Netanyahu che sta occupando illegalmente Gaza e la Cisgiordania?", chiede Elly Schlein usando le stesse parole della premier Giorgia Meloni che in una dichiarazione - a sfratto ancora in corso - aveva sottolineato come in Italia non possano esserci "zone franche". Più chiaro ancora è il senatore dem Filippo Sensi che lapidario sintetizza così la visione della sinistra: "Matematico: quando stanno nelle peste, torna la ruspa".
Mentre vola in Borsa Brioschi, la società immobiliare della famiglia Cabassi che controlla L'Orologio, proprietaria dell'immobile a Milano occupato dal Centro Sociale Leoncavallo (il titolo guadagna subito il 4,24%), molti pensano che l'anticipo a sorpresa dello sgombero di una delle realtà più solide ed antiche dei movimenti alternativi sia dettato anche dalla volontà del governo di evitare che il Leoncavallo potesse diventare il palcoscenico della festa di Avs prevista ai primi di settembre proprio nei locali occupati. Ma soprattutto tutti fanno notare come il pugno del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi si sia abbattuto sul "Leonka" di Milano perchè di sinistra mentre a Roma l'occupazione di uno stabile da parte del primo gruppo di ispirazione fascista, Casapound, sia ancora tollerata. "Lo sgombero del Leoncavallo dimostra ancora una volta l'ipocrisia e il doppiopesismo di questo governo. Un presidio culturale, sociale e politico attivo da oltre trent'anni a Milano, che ha dato voce a generazioni di giovani, artisti e attivisti, viene liquidato come semplice 'illegalità', mentre l'immobile occupato dai fascisti di Casapound nel cuore di Roma resta intoccabile per Piantedosi", ha attaccato Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra. Sulla stessa linea l'Anpi che ricorda come su Casapound "il ministro Piantedosi non ha mai mosso un dito".










