La prima telefonata gliel'ha fatta il suo avversario, il governatore Roberto Occhiuto, augurandogli in bocca al lupo. La telefonata decisiva gliel'aveva fatta il giorno prima Giuseppe Conte, per sciogliergli i dubbi e convincerlo a scendere in campo. L'europerlamentare Pasquale Tridico è stato a lungo incerto se correre come candidato presidente alla Regione Calabria per il campo largo. Si è trasferito a Bruxelles la famiglia appena un anno fa, dopo essere stato eletto con quasi 120mila preferenze e ha sempre pensato al ritorno nella terra come un passo indietro anziché un passo in avanti. I maligni infatti sostengono che l'economista grillino abbia acconsentito solo perché la sfida si annuncia impossibile, con l'esponente del centrodestra convinto di superare il 60% dei consensi. I maligni aggiungono anche che, proprio per questo Giuseppi, quando ha preso il dossier Calabria in mano dopo Ferragosto si sia deciso a puntare su di lui, per sfregiare con una sconfitta quello che è l'altro professore del Movimento, l'unico che ha un curriculum accademico migliore e che può parlargli da paria pari.
Quello che è certo è che l'ex premier non ha dovuto insistere più di tanto. Ci sono proposte che non si possono rifiutare, se si vuole avere vita lunga in politica e regole da non infrangere; primo, non scontentare il capo se non si intende sfidarlo. Al di là dei calcoli personali, la candidatura di Tridico resta comunque la più logica. Nella terna che M5s propone agli alleati del campo largo ci sono anche le parlamentari Veronica Baldino e Anna Laura Orrico, ma il nome dell'ex presidente dell'Inps sembra l'unico in grado di non provocare divisioni dentro il Movimento e nel campo largo. Il punto qualificante del programma elettorale sarà infatti il reddito di cittadinanza per i calabresi e chi meglio del suo inventore - Tridico appunto - può prometterlo ai votanti? Il fatto poi che non ci siano i soldi perché l'operazione costa trecento milioni e può essere finanziata solo con i fondi europei, che sono di meno, è un dettaglio nella politica pentastellata. Quando si tratta di numeri, l'avvocato Giuseppi favella e non calcola, segue lo spirito guida di Cetto Laqualunque più che la realtà algebrica. E toccherà al professore Pasquale provare a dimostrare che vivere senza lavorare è facile oltre che possibile, difendere lo slogan “più picciuli per tutti”, magari sfruttando la sua vaga somiglianza fisica con il politico inventato da Antonio Albanese.













