“Mio fratello se n’è andato facendo quello amava, in montagna, e compiendo un atto di grande coraggio. Siamo disperati, ma possiamo aggrapparci a questa consapevolezza”: Patrizia Sinigaglia è la sorella di Luca, il 50enne alpinista di Melzo (nell’hinterland milanese) che il 15 agosto è morto a 6900 metri di quota sul Pobeda Peak – montagna di 7.439 metri del massiccio del Tien Shan, in Kirghizistan – nel tentativo di salvare la vita dell’amica Natalia Nagovitsyna, un’alpinista russa che si trova tuttora bloccata a circa 7.200 metri con una gamba rotta.
“Lui non avrebbe mai lasciato indietro nessuno e a maggior ragione non Natalia, con cui aveva vissuto un’esperienza che li aveva legati molto: si erano conosciuti quattro anni fa sul Khan Tengri, in Kazakistan. Lei era con il marito Sergej e Luca li ha incontrati durante la scalata: li ha visti in difficoltà e quindi non ha proseguito l’ascesa, ma si è fermato per aiutarli – racconta Patrizia Sinigaglia – È riuscito a riportare al campo base solo Natalia, mentre suo marito purtroppo non ce l’ha fatta. Da allora si sentivano spesso e ogni tanto si mettevano d’accordo per incontrarsi su qualche vetta in giro per il mondo”.
È andata così anche questa volta: Luca Sinigaglia aveva l’obiettivo di conquistare il premio “Leopardo delle nevi”, attribuito a chi riesce a raggiungere la vetta di tutte le cinque montagne over 7000 metri che si trovano sul territorio dell’ex Urss. “Il Pobeda Peak era l’ultima che gli mancava e prima di morire è arrivato in cima, quindi ce l’ha fatta, anche se non potrà mai ricevere il riconoscimento a cui aspirava – continua la sorella – Era salito in solitaria, ma si era messo d’accordo con Natalia per ritrovarsi su quella montagna: lei ha iniziato l’ascesa poco dopo di lui. In tutto erano in quattro. Mentre Luca e un alpinista tedesco, Gunther, stavano scendendo per rientrare al campo base, sono stati raggiunti da Roman, un russo che li seguiva insieme a Natalia: è stato lui a informarli del fatto che lei si era rotta una gamba ed era quindi in gravissima difficoltà”.










