HomeMilanoCronacaLa mamma del Leoncavallo: “Speriamo non sia la fine. Ma ai milanesi sta bene tutto questo?”Intervista a Marina Boer, presidente dell’Associazione Mamme Antifasciste, mentre assiste allo sgombero del centro sociale di via Watteau. “Lo sfratto di oggi? Ci sono state pressioni politiche: è il frutto della mancanza di dialogo”Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguici "La fine? Noi speriamo non sia la fine. Continueremo a cercare alternative. Certo, trovo che il modo di concludere questa fase, ora, così, sia brutto e doloroso. Per me è un colpo al cuore". Marina Boer, presidente della mamme antifasciste, assiste allo sgombero del Leoncavallo
A parlare è Marina Boer, presidente dell'Associazione Mamme Antifasciste, fuori dal Leoncavallo mentre è in corso l'esecuzione dello sfratto. Attorno, decine di militanti accorsi da più parti della città. Tutto l'isolato è presidiato da polizia e carabinieri. C'è chi urla "Viva il Leoncavallo" tra gli applausi.
Cosa rappresenta per lei questa azione?
"Dà l'immagine di una mancata volontà, quella di avere un dialogo. Questo muro che si è creato è un indice delle scelte politiche di questa città. Probabilmente ci sono state pressioni politiche (lo sfratto era previsto per il 9 settembre, ndr). Ciò che fa rabbia è che questo è un sintomo di cosa sia diventata Milano, che una volta era piena di cultura e di attività per tutti. Ora sta bene ai milanesi questo deserto di grattacieli? Questo diffuso happy hour? È davanti a tutti cosa sia diventata la città".











