Costi in aumento per le automobili in Europa: gli anni recenti, segnati da pandemia, crisi dei semiconduttori e tensioni geopolitiche, hanno trasformato il mercato automobilistico continentale, portando a un significativo aumento dei prezzi di listino. Lo certifica un’analisi condotta da Jato, che ha esaminato l’andamento dei prezzi negli ultimi sette anni in quattro mercati chiave: Italia, Germania, Francia e Regno Unito.

I segmenti B, B-suv, C e C-suv, che insieme rappresentano il 60% del mercato, sono stati al centro delle trasformazioni più significative. Si è assistito all’ascesa di SUV e crossover, a scapito di berline e station wagon, al declino dei motori diesel e a una rapida elettrificazione (che include i modelli ibridi, best seller de mercato). Tutti questi fattori hanno inciso sui costi di produzione, influenzando in modo diverso i prezzi nei vari Paesi e segmenti.

Gli incrementi di prezzo più marcati si sono verificati tra il 2020 e il 2022. Il segmento B (utilitarie), con i volumi di vendita più elevati, ha visto l’aumento maggiore nel 2020, con un +10% (+1.800 euro) rispetto al 2019, una crescita tre volte superiore a quella dell’anno precedente.

Per il segmento C (medie), l’anno critico è stato il 2021, con un aumento del 12% rispetto al 2020, pari a circa 3.500 euro, un incremento percentuale che eguaglia il cumulo dei due anni precedenti. Le C-suv hanno registrato l’aumento più elevato nel 2022, con un +10% (+3.100 euro), segnando il terzo anno consecutivo di crescita. Le B-suv, invece, hanno mostrato un andamento più costante, con aumenti progressivi tra il 6% e il 7% annuo, pari a 1.500-2.000 euro.