Non succedeva da trent’anni. Erano da tanto che le raccomandazioni in tema di vaccini dell’American Academy of Pediatrics (AAP) coincidevano con quelle delle agenzie sanitarie americane. Non è più così. In settimana, l’AAP ha emesso le proprie linee guida, in cui si sollecitano le famiglie americane a vaccinare contro il Covid-19 i bambini tra i sei e i 23 mesi.
Il Dipartimento alla Salute guidato da Robert F. Kennedy, che nel passato ha sostenuto posizioni no-vax, non ritiene invece che il vaccino sia necessario per i neonati in buona salute e comunque rimanda la decisione a un consulto con il proprio pediatra. La spaccatura arriva nel
mezzo di uno scontro furibondo tra gli esperti sanitari e l’amministrazione, accusata di dare credito a orientamenti anti-scientifici e di alimentare una confusione potenzialmente molto pericolosa per la salute degli americani.
“Domina la disinformazione”. È durissima contro il governo Trump Susan Kressly, presidente dell’AAP. Ad ABC News, Kressly ha spiegato che l’associazione dei pediatri americani raccomanda campagne di immunizzazione dagli anni Trenta del Novecento e che la cosa non è cambiata. Ciò che è cambiato sarebbe “il contesto di disinformazione, che rende più importante che mai fornire linee guida chiare e degne di fiducia, perché le famiglie americane dipendono davvero da noi per quelle linee guida”. La risposta del Dipartimento alla salute arriva attraverso il portavoce, Andrew Nixon, che accusa l’AAP di “attacchi politici senza fondamento” e rivendica invece “l’impegno del Dipartimento a favore della scienza, della trasparenza e della volontà di ristabilimento della pubblica fiducia”. Nixon sostiene che le raccomandazioni dell’AAP sarebbero influenzate da “interessi commerciali”, che niente hanno a che spartire con la salute degli americani.









