di
Alessio Ribaudo
Il giovane è regolare sul territorio italiano, grazie a un permesso di soggiorno per protezione internazionale sussidiaria. Dopo essersi visto impedire il decollo per l'Arabia Saudita a causa di un passaporto falso ha voluto vendicarsi di chi non lo aveva fatto partire. Esclusa la matrice terroristica
Non è un terrorista, né un kamikaze armato da ideologie. È forse soltanto un ventottenne in difficoltà, la cui fragilità è esplosa ieri mattina nello scalo di Malpensa.
È un giovane originario del Mali, regolare sul territorio italiano grazie a un permesso di soggiorno per protezione internazionale sussidiaria. Una forma di tutela concessa a chi non ha i requisiti per essere riconosciuto rifugiato politico, ma non può essere rimpatriato perché nel Paese d’origine rischierebbe danni gravi, come la pena di morte, torture o la minaccia alla vita in contesti di guerra e violenze diffuse.













