ABelgrado, davanti all’ingresso di un rifugio per animali, qualcuno ha lasciato un piccolo cesto di vimini. All’interno, rannicchiata e spaesata, una cucciola di cane talmente minuta che, se messa accanto a un gattino di tre mesi, sembrerebbe ancora più fragile.
Accanto a lei, due ciotole d’acciaio vuote: forse pensate come una “dote” per addolcire l’abbandono, ma che non avrebbero potuto proteggerla da nulla. Il rischio, infatti, era altissimo. Bastava poco perché venisse investita da un’auto, attaccata da altri animali randagi o semplicemente lasciata a morire di caldo e di sete, proprio lì, a pochi metri dalla salvezza.
Una tempesta, una porta aperta e un incontro che cambia la vita del cane randagio Luna
Il salvataggio in extremis
Per fortuna, il personale del rifugio si è accorto del cesto in tempo. Senza esitazione, hanno portato Cinija al sicuro, l’hanno visitata e le hanno dato da mangiare. Nonostante le dimensioni minuscole — appena un chilo e mezzo — è una femmina di circa due mesi, con un morbido pelo da cucciolo che la fa sembrare una piccola palla di neve. I volontari raccontano che fin dai primi momenti ha mostrato una vivace curiosità e un’indole affettuosa, avvicinandosi agli operatori in cerca di coccole.






