In Italia Juventus e Inter hanno ripreso ad allenarsi 7-10 giorni dopo il Napoli, con cui lotteranno per lo scudetto. In Francia il Psg si è riunito solo ad inizio agosto, appena una settimana prima di giocare la Supercoppa Europea. In Spagna il Real si è ritrovato addirittura con un mese di ritardo rispetto ai grandi rivali del Barcellona. Per la prima volta le big d’Europa iniziano la nuova stagione con un numero diverso di allenamenti nelle gambe, eredità di un Mondiale per club estivo che ha rappresentato una novità assoluta. Più di un preparatore teme che il torneo giocato negli Stati Uniti possa penalizzare l’annata di chi vi ha partecipato: i minuti accumulati, le condizioni meteorologiche avverse a causa di umidità e caldo, i campi scadenti, il fuso orario e le partite extra rischiano di presentare il conto, affossando già in partenza le preparazioni delle varie squadre.

Ma i risultati dicono altro, cioè che delle 12 europee di scena in America solo l’Atletico Madrid ha perso al debutto in Liga. La Juve ha ben impressionato nelle ultime amichevoli con Borussia Dortmund e Atalanta, l’Inter in 10 ha rimontato il Monaco, il Psg ha fatto lo stesso col Chelsea vincendo la Supercoppa, il Real non ha sbagliato alla prima con l’Osasuna. Insomma, chi si è allenato meno non soffrirà, né nell’immediato né alla lunga. I tifosi possono stare tranquilli, le loro squadre non lasceranno andare via la fuga e non si staccheranno in salita: «Bisogna partire da un presupposto: ormai tutti i giocatori sono atleti. Rispetto a 25 anni fa tornano dalle vacanze già tirati e con il fisico scolpito. Lo fanno per un fatto estetico, ma soprattutto perché consapevoli che sono delle aziende e che quello è il loro core business. Più partite giochi e più guadagni. In una situazione così livellata a fare la differenza saranno sempre di più le qualità dei singoli».