Come mai gli specchi riflettono le immagini? Perché si usa l’espressione «spazio-tempo»? E ancora, i dispositivi in standby impattano veramente sulle bollette a fine anno? Alberto Giannone, padovano classe 1991, curioso instancabile, risponde sui social attraverso la pagina “DivulgaMente” a domande che riguardano il mondo della scienza. «Amo condividere ciò che imparo. Non a caso, mi sono iscritto alla facoltà di Fisica da adulto», spiega. Tutto è partito «quando ero piccolo e andavo in montagna con mio nonno. Durante il giorno ci fermavamo a osservare gli animali e a raccogliere insetti, che poi, una volta tornati a casa, guardavamo con il microscopio. E la sera osservavamo le stelle con il suo telescopio. Io gli

chiedevo continuamente il “perché” delle cose e lui cercava sempre di rispondermi. Da allora non ho più smesso di farmi domande», continua. Un consiglio per chi vuole intraprendere studi scientifici? «Bisogna essere curiosi, certo, ma anche disposti a spingersi in profondità. Questo significa fare i conti con la matematica e non fermarsi alla spiegazione divulgativa», sottolinea, chiarendo come per rendere le materie scientifiche più appetibili per i giovani sia importante «collegare la teoria a qualcosa che si usa tutti i giorni. Ad esempio, il GPS esiste grazie alla relatività, i microchip degli smartphone grazie alla fisica quantistica, i farmaci grazie alla biologia molecolare. Se si mostra il collegamento concreto, le formule o i tecnicismi acquistano un altro significato».