Non è raro che un oggetto di culto smetta, prima o poi, di essere solo la mania di una cerchia più o meno ristretta e diventi la cartina tornasole di un’epoca. Per la PlayStation 5, quel momento arriva domani, 21 agosto 2025, quando con 50 dollari in più sul prezzo di vendita il cuore pulsante della comunità videoludica globale (quello americano) entrerà ufficialmente nella stagione dei dazi. È come se, accendendo la console, insieme al logo luminoso di Sony si proiettasse anche l’ombra lunga della politica commerciale di Washington. Un joystick che vibra non più soltanto per un gol a FIFA o un duello in Elden Ring, ma per un conflitto a colpi di tariffe tra Stati Uniti e Asia.