Quando l'ideologia, la politicizzazione di un conflitto e l'odio verso un'intera nazione prende il sopravvento persino sul giuramento di Ippocrate è necessario fermarsi. E porsi delle domande. Alla Casa della Salute di Pratovecchio Stia è andata in scena una commedia del grottesco che, davvero, non fa ridere nessuno. In un video diffuso sui social si vede un medico e una infermiera che prima vengono riprese con un cartello in mano ("digiuno contro il genocidio di Gaza"). Successivamente, le due operatrici sanitarie prendono due scatole di medicinali prodotti dalla Teva, una multinazionale farmaceutica israeliana con sede a Petah Tiqwa, e le gettano in un cestino dell'immondizia. Sia ben chiaro: non si tratta di medicinali scaduti o difettosi. Prodotti perfetti, comprati, con i soldi pubblici, che sarebbero potuti essere usati per alleviare dolori di malati toscani. Ma che hanno, secondo questo medico e questa infermiera, la madre di tutte le colpe: sono prodotti israeliani. Un peccato originale che, nella forma mentis del militante Pro Pal, li trasforma in oggetti contaminati. Simboli da cancellare, da buttare via come delle scarpe vecchie. Come dire: il paziente può aspettare, la battaglia ideologica no.
Farmaci israeliani nel cestino. L'ultima follia ad Arezzo
Quando l'ideologia, la politicizzazione di un conflitto e l'odio verso un'intera nazione prende il sopravvento persino sul giuramento di I...










