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Martedì il leader dei Conservatori canadesi Pierre Poilievre ha vinto un’elezione anticipata molto contestata in cui erano candidate più di 200 persone, il numero più alto mai raggiunto in un’elezione federale canadese. Di fatto però il voto si era svolto solo per farlo rieleggere e risolvere una situazione un po’ paradossale: Poilievre è il leader del secondo partito più grande del paese, ma da aprile non sedeva più in parlamento e non poteva quindi fare opposizione diretta al governo.

Alle elezioni parlamentari dello scorso aprile, vinte dai Liberali, Poilievre aveva inaspettatamente perso nel collegio di Carleton, in Ontario, dove vinceva da vent’anni. Le elezioni canadesi applicano un sistema maggioritario secco, in cui viene eletta la persona che in ogni collegio prende più voti rispetto ai suoi avversari locali, e Poilievre era stato battuto dal Liberale Bruce Fanjoy. Era un periodo in cui, dopo più di un anno di grossa crisi dei consensi, i Liberali avevano rimontato un po’ in tutto il paese: ci erano riusciti grazie al modo in cui l’ex primo ministro Liberale Justin Trudeau, e poi il nuovo leader del partito Mark Carney (attuale primo ministro), avevano gestito le minacce dei dazi del presidente statunitense Donald Trump.