La Valpelline resta interrotta tra Oyace e Bionaz, con il paese isolato. È riaperta invece la strada verso Glassier, nel vallone di Ollomont, dopo un altro distacco dal bacino del torrente Berruard. Dopo la colata detritica dal torrente Varère, tra Oyace e Bionaz, che si è verificata nel tardo pomeriggio di ieri, dopo un forte temporale, Comuni e Regione sono al lavoro per sgomberare la strada dai detriti con tre mezzi a valle e due a monte. Il sindaco di Bionaz, Valter Nicase, spiega: «Ventisei persone, turisti che dovrebbero scendere a valle, sono bloccate in paese. Le abbiamo ospitate nei vari appartamenti». Sono rimaste bloccate a valle una ventina di persone, che non possono rientrare a casa. Vista l’allerta gialla emessa lunedì e i temporali annunciati, «per fortuna ieri pomeriggio la maggior parte dei visitatori è andata via – aggiunge Nicase –. Ora l’obiettivo primario è di far uscire queste persone e avere una traccia per garantire la possibilità di intervento dei soccorsi in caso di necessità».

Maltempo, disagi in Valpelline: Bionaz isolato, 20 persone sgomberate a Ollomont

A Ollomont danni contenuti dalla nuova opera di prevenzione

In mattinata è stato fatto un sopralluogo con l’elicottero per verificare la situazione nel suo complesso e sono stati portati beni di prima necessità a Bionaz, dove tre degli oltre 20 turisti rimasti bloccati sono stati portati a valle per esigenze sanitarie. Dalle prime luci del giorno sono iniziati gli interventi di disalveo del Varère, coordinati dalla struttura Interventi operativi della Protezione civile. A Ollomont la colata detritica di ieri pomeriggio dal torrente Berruard è stata contenuta dalle opere di sistemazione idraulica, il cui cantiere è aperto in questo periodo. «Stamattina abbiamo rimosso l’ordinanza di chiusura preventiva della strada comunale per Glassier e la viabilità è stata ripristinata – dice il sindaco di Ollomont, David Vevey –. Inoltre gli abitanti del villaggio di Barliard, che era stato sgomberato, sono potuti rientrare nelle proprie case». Erano state costrette a lasciare le proprie case una ventina di persone.