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Ultimo aggiornamento: 12:45

All’inizio di agosto un alto funzionario israeliano è stato arrestato negli Stati Uniti con l’accusa di aver aver adescato una minorenne, per poi essere rilasciato su cauzione senza condizioni né monitoraggio: l’uomo è quindi fuggito in Israele. Tom Artiom Alexandrovich, capo divisione della Direzione Nazionale Israeliana per la Sicurezza Informatica, era stato arrestato nell’ambito di un’operazione della polizia mirata a colpire utenti online che cercavano di abusare sessualmente di minori. Secondo quanto riportato dai quotidiani di Las Vegas, dove Alexandrovich è stato arrestato, l’uomo aveva chattato online con un agente che si fingeva una ragazza di 15 anni ed era stato fermato dalla polizia all’appuntamento programmato con l’esca, al quale si sarebbe presentato con un preservativo.

Nei verbali del tribunale della contea di Clark, in Nevada, si legge che Alexandrovich è stato accusato di aver adescato o tentato di adescare un minore online per coinvolgerlo in comportamenti sessuali, un reato che prevede fino a 10 anni di carcere in caso di condanna. Il funzionario israeliano è stato però rilasciato dietro il pagamento di una cauzione di 10.000 dollari ed è poi riuscito a uscire dal Paese, ritornando in Israele. Il fatto che sia stato liberato senza alcuna forma di monitoraggio, nonostante la gravità del reato, è risultato sospetto per molti: politici e commentatori sui social hanno accusato il governo di aver interferito nel processo giudiziario per consentire ad Alexandrovich di tornare a casa senza conseguenze. Lunedì 18 agosto il Dipartimento di Stato americano ha dichiarato che il governo non ha avuto alcun ruolo nel rilascio del funzionario israeliano. In un post su X ha scritto: Alexandrovich “non ha rivendicato l’immunità diplomatica ed è stato rilasciato da un giudice statale in attesa dell’udienza. Qualsiasi affermazione secondo cui il governo degli Stati Uniti sia intervenuto è falsa”.