I latrati dei cani disturbano la vicina che abita accanto al rifugio e il tribunale le dà ragione chiedendo all’Enpa di diminuire gli stalli. Succede a Montagna, comune in provincia di Sondrio in Valtellina, dove la misura urgente del tribunale ha messo in difficoltà e rischia di compromettere l’attività della Struttura zoofila. La presidente Enpa della sezione provinciale di Sondrio, Sara Plozza, è corsa ai ripari depositando al Collegio dei giudici di Sondrio un reclamo e lanciando una petizione online per difendere il rifugio. La vicenda giudiziaria ha inizio nel 2022, quando una vicina della struttura denuncia il disturbo provocato dall'abbaiare dei cani, che le avrebbe reso impossibile riposare e vivere serenamente nella propria abitazione sia di giorno sia di notte.

Per questo motivo la giudice monocratica ha condannato Enpa a portare da 16 a 5 i box attivi per i cani. “Dove dovremmo collocare gli altri cani in pieno agosto, con i rifugi stracolmi a causa dell'aumento estivo degli abbandoni?", spiega Plozza, che definisce la decisione ingiusta e sproporzionata. "C'è inoltre l'imposizione di una multa giornaliera di 50 euro (1.500 euro al mese) da corrispondere alla vicina, per ogni giorno di mancato rispetto della misura", aggiunge. Non solo, Enpa dovrà realizzare anche una barriera fonoassorbente. Ma l’associazione non ci sta: “Le misurazioni tecniche hanno dimostrato che i livelli di rumore prodotti dal rifugio restano ampiamente entro i limiti di legge, con valori medi intorno ai 46 decibel, equivalenti a una normale conversazione in casa”.