Domenica a Bolzano, oggi a Napoli. Nel giro di 36 ore le carceri italiane si scoprono fragili e violabili anche sotto il profilo della sicurezza. Questa notte, presumibilmente tra le 3 e le 4, nella casa circondariale di Poggioreale due detenuti sono evasi, ricalcando le orme di Robert Lisowski che appena sei anni fa mise in crisi la “fortezza” partenopea: l'algerino Souki Mahrez (di 32 anni) e il siriano Kazem Mohmed Elokla (di 23 anni), entrambi detenuti per rapina, hanno praticato un foro nel muro della cella che entrambi condividevano, poi, con una corda rudimentale, si sono calati dal muro di cinta del penitenziario. E via, verso la libertà. Una libertà che per uno dei due è già terminata. È un canovaccio simile a quello di Bolzano, dove domenica 17 agosto un marocchino di 30 anni e un tunisino di 19, sono fuggiti dal penitenziario di via Dante servendosi di una impalcatura: anche in questo caso, uno degli evasi è stato arrestato poche ore dopo. Due storie parallele che si sommano e si rafforzano, fotografando un sistema penitenziario segnato da sovraffollamento, carenze di organico e condizioni ormai insostenibili. «L’evasione di Poggioreale rappresenta l'ennesimo campanello d'allarme. È ormai evidente che il sistema penitenziario necessita di una riforma complessiva, capace di coniugare sicurezza, dignità detentiva e tutela del personale», dice il segretario generale del Si.N.A.P.Pe, Roberto Santini. Uno dei nodi principali, incalza Santini, riguarda la grave carenza di organico: «Oggi la Polizia Penitenziaria conta poco più di 36.000 unità, mentre il fabbisogno reale si attesta intorno alle 42.000. Una differenza numerica di circa 6.000 uomini e donne, che non può e non deve ricadere sulle spalle di chi già opera in condizioni di forte stress e sotto organico». Secondo Santini «occorre intervenire con nuove assunzioni mirate e con un piano organico che restituisca funzionalità al sistema. Solo così sarà possibile garantire sia la sicurezza dei cittadini che quella delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria, i quali svolgono quotidianamente un lavoro fondamentale ma troppo spesso sottovalutato». Sulla stessa linea Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp - Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria, che parla di «disastro delle carceri» e sollecita una «reale assunzione di responsabilità da parte dei vertici del ministero della Giustizia e di un Dap da tempo lontano dalla realtà delle carceri e la completa inversione di una politica penitenziaria dimostratasi del tutto fallimentare». Rincara la dose Gennarino De Fazio, Segretario Generale della Uila Polizia Penitenziaria, che chiama in causa direttamente il Guardasigilli: «Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, dovrebbe prendere coscienza che nonostante il sovraffollamento del 134% i reclusi non si 'sorvegliano' da soli come vorrebbe avvalorare, ma che al contrario necessitano provvedimenti immediati da parte del Governo».Anche il secondo evaso è stato catturato. Lo fa sapere la Polizia Penitenziaria in una nota. Per le forze dell’ordine è una sorta di déjà-vu. Il 26 agosto del 2019 Robert Lisowski, cittadino polacco 32enne e condannato a 30 anni di reclusione per omicidio, evase da Poggioreale calandosi dal muro di cinta del carcere con una corda fatta di lenzuola. Fu poi arrestato dalla Squadra Mobile di Napoli: non era andato andato lontano perché nella caduta dal muro si era provocato la frattura a una gamba.
Napoli, due detenuti evadono dal carcere di Poggioreale: hanno forato il muro. Catturati entrambi
Si tratta di un algerino di 32 anni e di un siriano di 23










