Nuovo intervento di Papa Leone XIV per i dipendenti dello Stato della Città del Vaticano. Dopo la reintroduzione (era stata abolita da Bergoglio) della gratifica di cinquecento euro in occasione dell’elezione del nuovo Pontefice, nei giorni scorsi, il Vescovo di Roma ha firmato un “Rescriptum ex audientia” con il quale vengono approvate modifiche alle normative che regolano alcuni aspetti del rapporto di lavoro di chi è impiegato sotto il Cupolone. Novità che garantiscono maggiori tutele alle famiglie e più flessibilità ai lavoratori.
Ad annunciare l’approvazione delle proposte presentate al Papa dall’Ufficio del lavoro della sede apostolica è stato il Prefetto della Segreteria per l’Economia, Maximino Caballero Ledo che ha incontrato il Santo Padre a fine luglio. Una delle prime modifiche riguarda i permessi concessi in occasione della nascita di un figlio. I giorni riconosciuti passano da tre a cinque, tutti retribuiti al 100%, da fruire entro trenta giorni dall’evento. La possibilità di usarli in modo continuativo o frazionato per giornate intere rimane invariata.
Cambia anche la disciplina dei permessi per l’assistenza a un bambino con disabilità grave. Prima il diritto ai tre giorni retribuiti al mese scattava solo dopo il compimento del terzo anno di età del bambino; ora quel limite è stato eliminato. La misura, quindi, potrà essere utilizzata già dai primi mesi di vita, garantendo supporto ai genitori nei momenti più delicati della crescita. Sul fronte degli assegni familiari, le norme sono state aggiornate introducendo limiti di età chiari per i figli studenti: fino a 20 anni per gli studi secondari e fino a 26 anni per quelli universitari o equiparati riconosciuti dalla Santa Sede, purché documentati. È stato, invece, eliminato l’obbligo di svolgere gli studi “in successione senza interruzioni”, riconoscendo così la possibilità di percorsi formativi meno lineari ma comunque validi.






