TREVISO - «Siamo arrivate in obitorio puntualissime. Ma ci hanno detto che il mezzo con la bara con mio marito era già partita, diretta al cimitero di San Lazzaro. Senza perdere tempo, ci siamo subito dirette lì anche noi. Ma quando siamo giunte sul posto era già tutto finito: lo hanno seppellito senza aspettare nessuno». Freme dalla rabbia Anna Maria Gibellini, la moglie di Benedetto Susanna, morto nell’aprile nel 2024 all’età di 87 anni. La sua salma è rimasta in obitorio per oltre un anno perché la moglie, e la figlia Benedetta, hanno chiesto fin dal primo momento di fare chiarezza sulle cause del decesso chiedendo un’autopsia convinte che il loro congiunto non fosse stato assistito a dovere. E rifiutandosi di fare il funerale. Dopo mesi di tensione è stato il Comune, il 14 agosto, a firmare un’ordinanza imponendo la sepoltura perchè non era più possibile conservare la salma in obitorio. E la funzione è stata fissata per ieri, 18 agosto. Moglie e figlia però non hanno nemmeno potuto dare l’ultimo saluto a Benedetto: «Hanno fatto tutto senza di noi, senza aspettarci - si lamenta la moglie - non ho nemmeno visto la bara, non ho potuto salutarlo. Avevo anche portato dei fiori, alcuni oggetti per ricordarlo. Non ho avuto modo di fare niente. Non ci si comporta così. Ma non finisce qui, ci faremo sentire. E siamo ancora dell’idea che l’autopsia vada fatta perché serve chiarezza».