Da una parte la tenuta dei conti pubblici, con l'idea di anticipare la discesa sotto il 3% di deficit già nel 2026 uscendo dalla procedura di infrazione Ue, dall'altra la riduzione dell'Irpef dal 35 al 33% anche per i redditi medi fino a 60mila euro e la sterilizzazione degli ulteriori tre mesi di estensione dell'età per andare in pensione.

Il cantiere della manovra è pronto all'avvio dopo la pausa estiva.

Con una certezza.

I mercati guardano con tranquillità al bilancio pubblico italiano, tanto che lo spread tra Italia e Francia si è oramai quasi annullato. Tre anni fa sui titoli decennali valeva 200 punti, ora è sceso anche sotto i 10 punti segnando il livello più basso dal 2005. E minori tassi di interesse si traducono in maggiori risorse da utilizzare.

Il miglioramento dello spread tra Italia e Francia, che già a luglio aveva visto i titoli biennali e quinquennali del Belpaese scendere sotto quelli d'Oltralpe, è legato da una parte alla maggiore stabilità politica del governo Meloni dall'altra al forte deficit di bilancio francese. Il miglioramento dello spread italiano riguarda anche altri Paesi: per il Btp-Bund ad esempio si attesta sotto gli 80 punti base. E' un segnale della fiducia dei mercati, che - il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ne è ben conscio - guardano con attenzione proprio alla manovra di bilancio.