Una realtà immersiva in cui far immergere il paziente con un visore 3D: è la possibile nuova frontiera per ridurre lo stress da intervento chirurgico. I primi risultati che arrivano da Torino sono molto promettenti. Uno dei primissimi ideatori è il professor Marco Oderda, chirurgo presso la Clinica Urologica della Città della Salute e della Scienza, diretta dal professor Paolo Gontero. Insieme al suo team, il dottore pochi giorni fa ha operato un uomo affetto da carcinoma prostatico utilizzando la tecnologia Echolaser. A supporto dell’anestesia locale, è stato anche sperimentato l’utilizzo di un visore di realtà aumentata. L’uomo, durante l’operazione, vedeva intorno a sé una spiaggia caraibica virtuale, con una musica di sottofondo a distendergli i nervi. Si tratta di un vero e proprio strumento di supporto psicologico e di gestione del dolore che può aprire nuove prospettive per le procedure mediche invasive.
Paziente ai Caraibi durante l'intervento chirurgico, l’ideatore del visore 3D è un medico torinese: «Era decisamente soddisfatto»
Il professor Marco Oderda, chirurgo presso la Clinica Urologica della Città della Salute e della Scienza di Torino: «In caso di necessità, il paziente in un attimo poteva abbandonare la realtà virtuale per interagire con noi»







