Milano, 18 ago. (askanews) – (di Cristina Giuliano) Questo mese il Centro Tedesco per l’Emigrazione di Bremerhaven festeggia un traguardo importante: il suo 20esimo anniversario. Per due decenni ha raccontato la storia di milioni di migranti, un luogo dove passato e presente si intrecciano, dove le storie di ieri si annodano all’oggi. Non solo storie locali: è un racconto globale che tocca temi universali come la speranza, il coraggio e la ricerca di una vita migliore. E parla di coloro che hanno lasciato il Vecchio continente per il Nuovo Mondo, diventando postini o magnati, stelle del cinema o casalinghe, inseguendo la roulette di un destino che può trasformare il fortunato in Levi Strauss o Marlene Dietrich, oppure gettarlo nella miseria. Ma non nell’oblio.
Dal 2005, questo museo è stato il primo in Germania a dare visibilità e corpo alla storia dell’emigrazione e dell’immigrazione. Non solo racconta le storie dei migranti del passato, ma le rende vive, partecipative, e le collega anche ai fenomeni migratori moderni che oggi influenzano profondamente la società tedesca. Ma perché proprio a Bremerhaven? La città portuale ha un legame storico con il fenomeno dell’emigrazione: qui passava il più trafficato collegamento transatlantico al mondo, con milioni di emigranti diretti verso il Nuovo Mondo.






