Sono 650mila le persone che vivono in Germania con una storia migrante dall'Italia: è quanto comunica oggi l'Ufficio federale di Statistica per celebrare il prossimo 20 dicembre, giorno del primo accordo per l'utilizzo di manodopera italiana in Germania, avvenuto nel 1955.
Il dato si riferisce al 2024 e di questi 465mila (72%) sono immigrati e 185mila (28%) nati in Germania.
Tra quelli nati in Italia, il 24% si è trasferito in Germania tra il 1955 e il 1973, mentre quasi un terzo (32%, vale a dire 147mila) sono arrivati dal 2014. Il 69% delle persone con origini italiane risiede in tre Bundeslaender: Baden-Wuerttemberg (29%), seguito da Renania Settentrionale-Vestfalia (23%) e Baviera (18%). Il 15% di queste persone ha ottenuto negli anni anche la cittadinanza tedesca.
L'accordo in questione, celebrato anche nel corso del viaggio del presidente Mattarella e con una mostra dall'Ambasciata italiana a Berlino, venne firmato il 20 dicembre 1955 con la Germania Ovest, e facilitava l'ingresso in Germania di manodopera. All'epoca erano chiamati Gastarbeiter, lavoratori ospiti, con il tacito presupposto che sarebbero poi tornati via.
Quello realizzato con l'Italia costituì la base per altri accordi con diversi paesi, come la Grecia, la Spagna e la Turchia. Dal 1963 anche la Repubblica democratica tedesca, la Ddr, la Germania Est, siglò accordi con altri paesi per l'ingresso di manodopera, ad esempio con la Polonia e il Vietnam.








