SAN VITO DI CADORE (BELLUNO) - Strada aperta sulla via del rientro. E per l'Alemagna è già una notizia. Perché dopo tre chiusure in appena cinque giorni per un totale di quasi 12 ore il fatto che ieri sia stata aperta e percorribile senza nessuna restrizione per tutto il giorno è sicuramente un passo avanti. Del resto, il meteo ha dato una mano. E quando non piove, per la statale 51 non c'è nessun problema. Il problema invece c'è stato eccome sabato sera, quando un forte temporale ha fatto scattare prima i pluviometri e poi gli accelerometri posti a sentinella della frana. La colata detritica della Croda Marcora si è mossa, di nuovo. Gli strumenti hanno rilevato il movimento e hanno fatto scattare la chiusura della strada.

I semafori sono diventati rossi poco dopo le 21, durante l'acquazzone. Inizialmente sembrava che fossero stati solo i pluviometri ad aver superato la soglia d'allarme (che prudenzialmente è molto bassa, fissata a 1 millimetro d'acqua in due minuti), ma poi si sono aggiunti anche gli accelerometri. Segno inequivocabile che la colata era in movimento. Alcuni residenti di San Vito riferiscono di aver sentito forti boati provenire dalla zona di Dogana Vecchia (là dove si era verificata la frana del 1° luglio), frammisti al rumore dei torrenti d'acqua che scendevano dalla Croda Marcora. «Il sensore risulta colpito da una colata che dovrebbe aver raggiunto il nuovo argine di contenimento» riferiva nell'immediatezza del fatto il consigliere provinciale delegato alla difesa del suolo Massimo Bortoluzzi.