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Ultimo aggiornamento: 13:55

Non è la prima volta che sulla Notte Stellata di Van Gogh viene pubblicato uno studio sua una rivista scientifica, ma è evidente ci debba essere qualcosa di ancora più profondo e poetico nelle spirali celesti. In un articolo pubblicato su PhysOrg si ipotizza che il quadro possa racchiudere una sorprendente analogia con uno dei fenomeni più misteriosi della fisica moderna: l’instabilità quantistica di Kelvin-Helmholtz.

Questa instabilità si verifica quando due fluidi di densità diversa scorrono a velocità differenti, generando vortici complessi e dinamici. Sebbene il fenomeno sia ben documentato nei fluidi classici – come nuvole o correnti oceaniche – è solo recentemente che i ricercatori sono riusciti a riprodurlo anche nei fluidi quantistici. Ed è proprio analizzando questi nuovi pattern che i fisici si sono accorti di un dettaglio sconcertante: le forme generate sembrano incredibilmente simili alle spirali presenti nel cielo notturno dipinto da Van Gogh.

Il team guidato dal professore Hiromitsu Takeuchi dell’Università Metropolitana di Osaka, in collaborazione con il Korea Advanced Institute of Science and Technology, ha individuato nei loro esperimenti una nuova forma di “skyrmion” quantistico, un vortice magnetico estremamente raro, ribattezzato eccentric fractional skyrmion (Efs). La loro particolarità? Hanno una forma a mezzaluna con distorsioni interne, simili – secondo gli scienziati – alla grande luna gialla che domina l’angolo in alto a destra del dipinto. Lo studio è stato pubblicato su Nature Phisycs lo scorso 8 agosto.