Ogni dieci persone che sfruttano il bonus ristrutturazioni, sei lo fanno per lavori condominiali. La spesa media detratta è 493 euro. L’analisi del Caf Acli sui modelli 730 presentati finora quest’anno consente – per la prima volta – di “spacchettare” il dato generale dei beneficiari della detrazione per il recupero edilizio. Svelando così quanti hanno ristrutturato la propria abitazione e quanti invece hanno ricevuto la certificazione dall’amministratore per gli interventi sulle parti comuni. E offrendo qualche spunto di riflessione nel nuovo scenario che si delinea ora con le agevolazioni ridotte dal 2025.

Spesa media in calo dal 2021

Tra i lavoratori dipendenti e i pensionati che si sono rivolti quest’anno al Caf Acli, il 43,3% ha indicato nella dichiarazione dei redditi la detrazione per il recupero edilizio. Tra questi, il 15% ha eseguito solo lavori su parti comuni, il 17,3% è intervenuto solo sulle singole unità (appartamenti, ville, case monofamiliari e così via), mentre il restante 11% ha sfruttato l’agevolazione su entrambe le tipologie immobiliari.

Il risultato è, appunto, che sei beneficiari su dieci hanno detratto una spesa riferita alle parti comuni (il 26% sul 43,3%).

Il dato nei modelli del 2025 mostra una leggera crescita rispetto alle dichiarazioni degli ultimi anni. La spesa media, invece, è diminuita da 523 a 478 euro tra il 2021 e il 2024, per poi risalire a 493 euro nelle dichiarazioni presentate quest’anno, ma sempre sotto i livelli del 2021. Il trend calante della spesa può sembrare controintuitivo ed è certo contrario al rincaro dei prezzi nell’edilizia verificatosi di recente, ma si spiega probabilmente con il maggior ricorso al meccanismo della cessione del credito.