“Dopo i due ori olimpici che si fa? Si torna a studiare. La formazione è importante, soprattutto per una donna”. Lo dice Caterina Banti, romana, 38 anni, due lauree, quattro e più lingue parlate, la Prodiera (maiuscolo) della vela azzurra, la metà femminile di “TitaBanti” (tutto attaccato), il duo misto (lui è Ruggero Tita, oggi con Luna Rossa) del catamarano acrobatico Nacra 17 che per otto anni ha vinto tutto e conquistato due ori di fila ai Giochi di Tokyo 2020 e di Parigi 2024.
La Prodiera azzurra, Banti. Proprio lei, che ha cominciato la vela tardissimo.
“Eh sì, ma i miei non erano velisti e mi hanno incoraggiata ad altri sport: atletica, scherma, danza, equitazione. Invece mio fratello ha cominciato da piccolo e io a 22 anni sono andata a fargli da prodiera sull’Hobie Cat, un piccolo catamarano tradizionale, sul lago di Bracciano”.
Be’, non siete andati malissimo, vi siete qualificati anche per gli Europei.
“Sì, e questo penso sia anche un bel messaggio: non è detto che si debba iniziare ad andare in barca da piccoli. Anzi”.






