Caro direttore, uomo di fede e di partito che non si è mai piegato all’opportunismo né all’ostentazione. La sua fede non era una patina di facciata, ma una scelta di vita: amava ripetere che «per pregare non servono parole», e aveva nella Madonna il suo faro interiore, guida silenziosa in un mondo rumoroso. Si batté accanto a Papa Francesco per il diritto dei divorziati a ricevere la comunione, della quale sentiva il bisogno interiore. Sul piano politico si è sempre riconosciuto nella Democrazia Cristiana, senza mai distinguere tra leader e correnti e declinando le molte offerte a candidarsi alle elezioni: «Ad ognuno il suo mestiere». Claudio. Martelli in quegli anni affermò che se Pippo Baudo si fosse candidato, la DC tornava ai tempi d’oro. Per lui il partito era comunità e non appartenenza ad una fazione. Fu il primo volto della TV a partecipare, su invito di Franco Evangelisti, alle Feste dell’Amicizia democristiane, nate come risposta a quelle dell’Unità, che da sempre ospitavano uomini di cultura e spettacolo vicini a Botteghe Oscure.
Pippo Baudo, l'ultimo democristiano tra fede e appartenenza
Caro direttore, uomo di fede e di partito che non si è mai piegato all’opportunismo né all’ostentazione. La sua fede non era...











