Con l’attenzione dei media equamente divisa tra sviluppi internazionali (Ucraina, Gaza, dazi) e cronaca nera nazionale (lascio a voi la scelta, ma includerei senz’altro la nuova lettura delle tracce di Dna del «terzo uomo» del delitto di Garlasco), sono passati quasi inosservati i dati demografici pubblicati dall’Istat pochi giorni fa, in particolare quelli sulle nascite. Non è il solito calo, cui siamo abituati da tempo. Si tratta di un tracollo.

Nei primi cinque mesi del 2025 i nati sono stati solo 138mila, il 7,9% in meno rispetto allo stesso periodo del 2024. Mantenendo lo stesso ritmo per il resto dell’anno, e non si vede perché dovrebbero esserci cambiamenti, chiuderemmo il 2025 con 340.700 nati contro i 370mila del 2024. Una riduzione di queste dimensioni non si era mai osservata da almeno due decenni.