"Ci voleva la moto rossa" per vincere finalmente il Gran Premio d'Austria, ha ammesso Marc Marquez, e la Ducati non ha tradito le attese del campione di Cervera, portandolo per la prima volta in carriera sul gradino più alto del podio allo Spielberg.
Al suo fianco, il sorprendente ventenne Fermin Aldeguer, secondo con la Ducati del team Gresini, e un concreto Marco Bezzecchi con l'Aprilia. "Sono superfelice", ha commentato Marquez dopo aver completato la sesta doppietta sprint-gara di fila in una stagione memorabile e che lo vede proiettato vero il settimo titolo mondiale in MotoGp, sei anni dopo l'ultimo.
Chi aveva ipotizzato un copione un po' diverso dopo la sosta estiva è stato fatto subito ricredere dalla superiorità del binomio dominante, anche se c'è stato qualche segnale di reazione da parte di Aprilia e Ktm. Nulla di nuovo il weekend austriaco ha regalato, invece, a Francesco Bagnaia, ritiratosi ieri e solo ottavo oggi. Una situazione "difficile da accettare", ha sottolineato il piemontese, in crisi evidente.
Continua poi la sfortuna di Jorge Martin, finito ancora a terra, ma per fortuna senza conseguenze.
La nona vittoria stagionale non ha richiesto a Marquez particolari funambolismi. Partito dalla quarta piazza in griglia, si è messo subito sulle tracce di Bezzecchi, partito bene dalla pole position con la RS-GP di Noale. Al 20/o dei 28 giri, il leader del mondiale ha deciso di farsi sotto, superando il riminese, che però ha cercato di resistere con un controsorpasso prima di arrendersi. "Ho dato tutto ma ho avuto qualche problemino e sapevo che sarebbe arrivato quel momento - ha detto l'italiano -. Non credo che sarei riuscito a batterlo ma il gusto di provarci è stato una bella libidine".













