Sembrava che il quadro delle Regionali si andasse chiarendo per il centrosinistra. Invece, negli ultimi giorni, due dossier stanno rovinando l’agosto di Elly Schlein. Il primo è la Calabria, regione che si è aggiunta all’ultimo nella tornata elettorale di autunno. La segretaria del Pd era partita con il piede giusto, facendo una mossa che, anche i politici calabresi più esperti, avevano giudicato astuta: cedere la candidatura al M5S. Nella speranza, in questo modo, di “costringere” Giuseppe Conte ad allearsi in tutte le regioni con il Pd. Non tanto (non solo) per puntare ai voti dei Cinquestelle (che come si sa, nelle consultazioni locali sono ridotti), ma per un obiettivo politico: dimostrare che l’alternativa c’è, che l’alleanza di centrosinistra, nonostante i modi recalcitranti di Conte, esiste. E che Schelein ne è il naturale federatore. Ecco, allora, che aveva deciso di sfruttare la Calabria, dove si voterà il 5 e 6 ottobre, per una mossa generosa, ma in realtà utile anche ai dem. E questo nonostante il Pd abbia nomi che erano pronti a candidarsi, dal senatore Nicola Irto al sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà.

Ma la generosità nascondeva anche altri giochi. Il nome su cui si è siglata l’intesa con Conte, infatti, è quello dell’europarlamentare cinquestelle Pasquale Tridico, calabrese, padre del Reddito di Cittadinanza, volto storico del Movimento. E, per inciso, forse l’unica personalità che potrebbe insidiare internamente la leadership di Conte.