Doveva essere la regione in cui il nuovo Pd, quello di Elly Schlein, dimostrava che “i cacicchi” non hanno più spazio, che l’aria è cambiata e i De Luca possono andare in pensione. Vedi lo stop deciso al terzo mandato. La travagliatissima trattativa per le candidature alle elezioni regionali sta dimostrando, invece, l’esatto contrario. Al momento, infatti, l’accordo su Roberto Fico candidato del campo largo, nome proposto da Giuseppe Conte e accettato da Schlein è appeso alle condizioni del “re dei cacicchi”: Vincenzo De Luca. Proprio così. Il governatore uscente, infatti, ha posto alcune condizioni per non presentarsi contro il campo largo rischiando di farlo perdere (e potrebbe riuscirci). E attorno a questo tutto è bloccato da settimane.

In soldoni, ha chiesto di poter presentare due liste civiche collegate al candidato presidente e garanzie per il figlio, Piero De Luca, attualmente deputato. Garanzie di ricandidatura, anticipate da un incarico nazionale. Schlein, spiegano a Napoli, avrebbe detto sì, ma solo a una lista (perché più sono le liste, peggio rischia di essere il risultato del Pd, va bene l’accordo ma senza svenarsi). Quanto a De Luca jr avrebbe rilanciato la palla al Pd campano, proponendo di farlo segretario regionale (un’altra richiesta di De Luca padre, infatti, era di chiudere il commissariamento che ormai dura da 2 anni ed eleggere un segretario). Peccato che, alla proposta, mezzo Pd si è ribellato. Soprattutto, dicono, l’area di Orlando, che rappresenta la sinistra dem. Ma anche uomini vicini alla segretaria. Così, per indorare la pillola all’ala antideluchiana del partito, ma senza rompere con De Luca, dal Nazareno è spuntata una idea: chiedere all’attuale gruppo dirigente del Pd campano (guidato dai quattro consiglieri regionali, in rappresentanza dell’area Bonaccini, di quella Franceschini e di Speranza) di rinunciare all’attuale segretario provinciale, Giuseppe Annunziata, per darlo a quelli di Orlando. Quale poteva essere la risposta? Ovviamente, no.