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Così l'assessore Tancredi, preoccupato dal pressing della Procura, in un messaggio al sindaco Sala

"La Procura ci sta creando enormi problemi", "negli uffici il clima è pessimo, sconforto e terrore di ricevere da un giorno all'altro avvisi di garanzia". Sono istantanee dall'interno di una giunta comunale in affanno, quelle tra l'assessore all'Urbanistica Giancarlo Tancredi e il sindaco di Milano Beppe Sala, depositate ora dalla Procura agli atti dell'inchiesta che sta scuotendo la politica milanese. Tra la fine del 2023 e l'inizio del 2024, sotto l'avanzare delle indagini della Procura guidata da Marcello Viola, il dialogo tra il sindaco e il suo assessore di fiducia racconta bene il disorientamento, la preoccupazione, l'amarezza: "che tristezza - scrive a un certo punto Sala a Tancredi - tanta fatica e poi...".

Pressati dai sequestri e dagli avvisi di garanzia, in quei giorni vertici del Comune cercano risposte convincenti da dare ai pm sulle prassi accelerate per le autorizzazioni edilizie, ma non è semplice. "Procura anche stamattina da noi... E tutto ruota intorno ad Aspromonte (uno dei primi cantieri nel mirino, ndr). Ora chiedono perché gli abbiamo fatto monetizzare oneri/standard. Un grande problema, perché è difficile spiegare la totale regolarità di tutto. Uffici depressi". Negli scambi di messaggi sindaco-assessore si coglie anche l'imbarazzo davanti alla pressione mediatica, e la difficoltà di trovare risposte convincenti: quando Tancredi si candida a rilasciare una intervista per ribattere alle accuse, Sala lo blocca, "preferirei che tu facessi una lettera piuttosto che un intervista. Proprio perché se ti fanno la domanda sul blocco delle pratiche (e la domanda ci sta) tu rischi di rispondere in modo impacciato". "Oggi - scrive Tancredi un altro giorno - preferisco non venire in Consiglio per evitare assalto giornalisti". E ancora, parlando di una troupe Mediaset: "Hanno inseguito anche una nostra dirigente indagata. Direi meglio parlargli, se sei d'accordo. Sarò ermetico".