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Nella provincia autonoma di Bolzano in questi giorni è riemersa una vecchia polemica che ha a che fare con un aspetto concreto del bilinguismo sul territorio: il fatto che le indicazioni sui cartelli segnaletici sui sentieri di montagna siano spesso scritte o solo in italiano o solo in tedesco, escludendo per forza di cose una parte di residenti e turisti dalla comprensione di cosa c’è scritto.
Il presidente del Club Alpino Italiano (CAI) altoatesino Carlo Alberto Zanella e il consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Bolzano Tritan Myftiu hanno segnalato in un’intervista al Corriere che in diversi passi dell’Alto Adige i cartelli sono solo in tedesco. Il che non solo rende difficoltoso orientarsi nelle passeggiate per i molti turisti ed escursionisti italiani che proprio in queste settimane soggiornano in zona, ma accentua l’eterna questione della convivenza linguistica, mai del tutto risolta.
Nella provincia di Bolzano quasi il 70 per cento degli abitanti appartiene al gruppo linguistico tedesco, il 26 per cento a quello italiano e il 4 per cento a quello ladino. In Alto Adige è previsto per legge regionale il bilinguismo italiano e tedesco e talvolta la convivenza anche di una terza lingua, il ladino, come nelle vallate ladine della Val Badia e della Val Gardena. Di conseguenza in Alto Adige tutti i dipendenti pubblici devono conoscere sia l’italiano che il tedesco, e il sistema scolastico prevede percorsi diversi in base alla lingua principale d’istruzione. Quasi due terzi della popolazione frequentano le scuole tedesche e moltissime persone a Bolzano parlano italiano solo come seconda lingua, e quindi non sempre lo padroneggiano perfettamente.






