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16 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 12:03

A Ferragosto, un detenuto di 53 anni, in carcere da quattro giorni nell’istituto penitenziario di Benevento, si è suicidato. A quanto si apprende, recidendosi la giugulare. Un altro, 55enne, italiano, che scontava l’ergastolo, è deceduto lo stesso giorno, nel pomeriggio, presso la Casa Circondariale di Civitavecchia in circostanze da accertare. Ancora in serata, un terzo recluso, egiziano, di soli 19 anni, tratto in arresto il 14 agosto, ha tentato di impiccarsi nella settima sezione del carcere romano di Regina Coeli e, soccorso ancora in vita, è stato trasportato in ospedale in condizioni molto critiche.

Questo il tragico bollettino del Ferragosto carcerario. “Ogni suicidio in carcere – commenta Samuele Ciambriello, garante dei detenuti in Campania – è una sconfitta della giustizia e della politica”. “Quello di Ferragosto – continua Ciambriello – è il quinto suicidio in Campania dall’inizio dell’anno. La macabra contabilità dei morti in carcere e di carcere, minimizzata dal Governo, rischia di essere una strage di Stato. Nell’indifferenza generale ogni morte in carcere è una sconfitta della giustizia e della politica populista e giustizialista. Invochiamo un sussulto della società civile, degli operatori della comunità penitenziaria, fatta di detenuti e detenenti”. “Una politica penitenziaria – conclude il garante regionale dei detenuti – che non sta funzionando, ci sono gravi carenze del sistema e non si fa nulla, solo retorica”.