Dio non va mai in vacanza, diceva un vecchio slogan. Ma se ci andasse, forse sceglierebbe la riviera romagnola. Là dove la fede ha trovato modi piuttosto creativi per esprimersi. Perchè se è vero che alla base del cattolicesimo c’è il concetto di onnipresenza, allora perchè non invocare l’Altissimo anche dalla battigia? Del resto Rimini rimane la terra in cui sacro e profano convivono da sempre, pacificamente, quasi fondendosi. La città in cui il nuovo vescovo Nicolò Anselmi partecipa all’evento per la visibilità transgender, organizzato da Arcigay e, appena insediato, scrive una lettera al dio del rock italiano, Vasco Rossi. Alla faccia dell’oscurantismo.
Lo stesso vescovo è stato la star dell’ormai consueta messa all’alba che ogni anno, nel giorno di Ferragosto, riunisce migliaia di persone in riva al mare, stipate sulle brandine come il pubblico ad un concerto jazz. Con le azdore pronte a ricevere l’assoluzione dietro al moscone del salvataggio e i fedeli più social, in tenuta casual e infradito, a immortalare il momento con lo smartphone puntato verso l’altare. Rigorosamente in verticale. Manco fossimo all’ultimo live di Sfera Ebbasta. Già, perchè anche la tecnologia oggi diventa un alleato fondamentale per riportare il cattolicesimo in hype.











