Il Giubileo è l’incontro per eccellenza tra Dio e l’umanità, tra Dio e ogni uomo. Un uomo riconciliato, un’umanità pacificata.
Incontrando e parlando con i pellegrini che arrivano da tutto il mondo varcando la Porta Santa, sento ovunque il forte desiderio di pace: una pace che pervade le famiglie, ma anche una giustizia che si sviluppa nelle relazioni economiche e in quelle sociali. Tutti noi possiamo contribuire a far sì che quest’anno giubilare trasformi in realtà la più alta aspirazione dell’uomo; tutti noi possiamo portare un contributo, anche se veniamo da lontano, anche se siamo lontani migliaia di chilometri dagli scacchieri internazionali.
Quello di 0ggi, 15 agosto 2025, nella base militare non lontano dalla città americana di Anchorage, nello Stato dell’Alaska, è un incontro atteso dall’umanità intera, non solo dalle cancellerie diplomatiche e dagli uomini e donne politici, ma da tutti gli uomini di buona volontà.
Le prime parole a uscire dalla bocca dei leader mondiali che si confrontano nel vertice in corso tra il presidente americano Donald Trump e il suo omologo Vladimir Putin dovranno essere: «Vogliamo la pace».
Mi piace immaginare il vertice che si tiene in Alaska, dall’altra parte del mondo: gli sguardi, i gesti, gli atteggiamenti dei leader presenti. Li guarderemo tutti con attenzione, e vorrei immaginare che l’essenza del Giubileo fosse presente anche in questo meeting, con la consapevolezza di poterlo rendere storico.






