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14 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 17:20
Sospendere Israele da tutte le competizioni sportive internazionali. Una proposta arrivata già nell’aula della Camera a fine luglio da parte del responsabile nazionale Sport del Partito Democratico, Mauro Berruto, che adesso diventa l’oggetto di un appello sottoscritto anche da altri 44 parlamentari dem eletti a Montecitorio, al Senato e al Parlamento europeo.
“Non si tratta di un gesto di vendetta – si legge nell’appello del Pd – ma di un atto di responsabilità. Non per punire un popolo, ma per affermare che lo sport non può restare neutrale davanti a una politica di annientamento”. Il testo sottolinea come, “da quasi due anni, la Striscia di Gaza sia teatro di uno sterminio che ha già cancellato decine di migliaia di vite civili, tra cui almeno 636 atleti e atlete palestinesi. Il Comitato Olimpico Palestinese denuncia inoltre che oltre il 90% delle infrastrutture sportive a Gaza è stato distrutto, rendendo impossibile ogni attività per almeno un decennio”. Nella nota si legge anche: “La sospensione di Israele da tutte le competizioni sportive internazionali è un atto dovuto e di responsabilità non un gesto di vendetta. Anche per Israele sono validi i principi con cui la comunità sportiva internazionale ha scelto in passato la sospensione di federazioni: dalla Germania e Giappone del dopoguerra alla Jugoslavia, dall’Iraq all’Afghanistan, dal Sudafrica dell’apartheid (escluso per 24 anni dai Giochi) fino alla Russia, oggi sospesa per l’aggressione all’Ucraina”.







