Noto da oltre due secoli, molto diffuso e considerato innocuo fino a metà del secolo scorso, il batterio Serratia marcescens responsabile della morte di due neonati prematuri nell'ospedale di Bolzano è noto oggi per essere fra le prime dieci cause di infezioni ospedaliere. È in agguato soprattutto nelle unità di terapia intensiva e può provocare polmoniti, infezioni del tratto urinario, infezioni del sangue e meningiti, come rileva il Gruppo italiano studio igiene ospedaliera (Gisio) della Società italiana di Igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti).
Risale al 1961 la prima descrizione di casi letali di infezione nei neonati e da allora la letteratura scientifica ha riportato molti episodi di epidemie causate da questo batterio nei neonati, anche con elevati tassi di mortalità. Oltre alle conseguenze più note dell'infezione da S. marcescens, i neonati sono particolarmente suscettibili alle infezioni dell'occhio, in particolare le congiuntiviti.
I nati prematuri, come le vittime del batterio nell'ospedale di Bolzano, sono i più esposti al rischio di infezioni. Sono considerati fattori di rischio anche il basso peso alla nascita, la degenza prolungata, l'uso di antibiotici e l'esposizione a procedure invasive come la ventilazione meccanica e l'uso di cateteri per la nutrizione parenterale.










