Gli additivi chimici per rallentare il deterioramento delle plastiche hanno fatto di Pontecchio Marconi, un piccolo paese della cintura bolognese, un centro di riferimento internazionale per gli studi e i test dei materiali in plastica per l’agricoltura e l’automotive.
È da qui che partono i carichi di additivi della multinazionale chimica tedesca Basf verso quelle parti del mondo che hanno le maggiori coltivazioni agricole, in Europa, ma soprattutto in Sud America, come anche in Asia, Cina, India e Giappone. Negli ultimi 5 anni Basf ha investito 100 milioni di euro e nei prossimi 3 ne ha pianificati altri 50 «per essere sempre con un piede nel futuro», ci racconta Manuel Pianazzi, storico direttore del sito e dallo scorso giugno amministratore delegato di Basf Italia, che ha percorso qui gran parte della sua carriera di ingegnere chimico. Gli additivi in questione «consentono di allungare di almeno 5 volte la vita utile dei manufatti in plastica che, quando è esposta alla luce e ai principi ossidanti dell’aria e dell’atmosfera, necessita di essere stabilizzate. I nostri additivi, in particolare, sono stabilizzanti alla luce e al calore e permetto al manufatto esposto al sole di resistere per più anni».






