Nel cimitero di Emsworth, paesino della contea dell'Hampshire, in Inghilterra, qualcuno ha lasciato una piccola scatola di cartone fra le lapidi. Nessun biglietto, nessuna spiegazione: dentro quattro cuccioli di cane appena nati, ancora ciechi, strappati alla madre e abbandonati senza pietà sotto il sole d’estate, appoggiati su una maglietta di Captain America. Il destino aveva quasi deciso per loro. Ma non è andata così.

Sopravvivere a un giorno di vita

I cuccioli erano chiusi in una scatola da scarpe, fragili come solo creature di un giorno possono essere. Non avevano accesso né al latte materno, né all’acqua e quasi gli mancava l’aria. Le probabilità di sopravvivenza erano quasi nulle: i neonati dipendono completamente dalla madre nelle prime settimane, sia per la nutrizione che per la termoregolazione. Ma qualcosa li ha salvati: forse un passante, forse il destino. Portati d’urgenza in un ambulatorio veterinario, sono stati affidati ai volontari della Rspca di Solent, nell’Hampshire, conosciuta anche come “The Stubbington Ark”. E da quel momento, per loro è iniziata una nuova possibilità di vita.

Una corsa contro il tempo (ogni due ore)

Nutriti a mano con il biberon, 24 ore su 24, ogni due ore. È questo il ritmo che scandisce le giornate (e le notti) del personale che ha preso a cuore la loro salvezza. Perché in assenza della madre, ogni errore può compromettere lo sviluppo del cucciolo: la temperatura corporea, il peso, la stimolazione digestiva, tutto deve essere controllato. Secondo gli esperti, l’assenza della figura materna in questa fase critica può avere ripercussioni sia fisiche che comportamentali. Ecco perché i volontari si stanno impegnando non solo per tenerli in vita, ma anche per aiutarli a crescere sani, socializzati, capaci di fidarsi di nuovo dell’essere umano.