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13 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 16:04

Dopo essere stati rintracciati e identificati dalla Polizia locale, i quattro ragazzini – che erano a bordo dell’auto rubata che ha travolto e ucciso in via Saponaro a Milano la 71enne Cecilia De Astis – martedì sera sono stati riaffidati alle rispettive madri e sono tornati nell’accampamento di nomadi di origini bosniaca di via Selvanesco all’estrema periferia sud del capoluogo lombardo. Avendo tutti tra gli 11 e i 13 anni, per la legge italiana non sono imputabili in quanto minori di 14 anni. Mentre monta la polemica politica, i funerali di Cecilia De Astis si terranno giovedì alle 14.45 alla chiesa di San Barnaba in Gratosoglio.

Allontanati e poi rientrati nell’accampamento – Mercoledì mattina, i tre ragazzini, la ragazzina e le loro famiglie si sono allontanate dal campo rom dove vivono spostandosi in un’altra zona, non lontana. Intorno alle 13 sono però rientrati scortati da una pattuglia, tutti tranne uno che si era allontanato ed è stato intercettato in via Ovada. Hanno lasciato l’accampamento per un paio di ore “per sfuggire alla pressione mediatica” delle decine di giornalisti e telecamere accorse sul posto martedì dopo l’identificazione, dice una fonte che si occupa del caso. La loro però non è stata una fuga: i quattro ragazzini, infatti, non sono sottoposti ad alcun provvedimento restrittivo proprio perché non sono imputabili e quindi possono pertanto muoversi liberamente.