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13 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 15:46

Una nota per esprimere “il più profondo sconcerto” per le affermazioni di Carlo Nordio sui suicidi in carcere. A pubblicarla è il Coordinamento dei Garanti territoriali dei detenuti, due giorni dopo la discussa uscita del ministro della Giustizia secondo cui i 48 reclusi che si sono tolti la vita finora nel 2025 non sono il segnale di “nessun allarme“, in quanto si tratta di un dato “al di sotto della media mensile ereditata dal governo”. Parole definite “di una gravità inaudita“, insieme a quelle – sulla stessa linea – dell’avvocata Irma Conti, componente del Collegio del Garante nazionale in quota Lega, che ha ricondotto il calo dei suicidi a un “miglioramento delle condizioni detentive” o all'”efficacia delle misure di prevenzione adottate“. Nel comunicato si contesta questa narrazione, dal punto di vista di “chi, avendo ben in mente quanto scritto all’articolo 27 della Costituzione italiana (“Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità”, ndr) entra quotidianamente in carcere e constata le gravi carenze del sistema (dalla fatiscenza delle strutture alla carenza del personale; dall’inadeguatezza delle prestazioni sanitarie all’impossibilità di realizzare con continuità progetti educativi) e il preoccupante e crescente livello di sovraffollamento”.