Due barchini carichi di migranti si sono ribaltati al largo di Lampedusa. Secondo le prime informazioni ci sarebbero 27 morti almeno. Il naufragio si è verificato a 14 miglia sud-sud-ovest dell’isola. Secondo quanto si apprende i profughi, partiti dalla Libia, sarebbero di nazionalità Pakistana, Sudanese e Somala. 61 i superstiti di cui 4 avrebbero problemi sanitari, come alcune fratture, e sono ricoverati in osservazione. Tra le vittime ci sarebbero pure una neonata e tre adolescenti. In tutto, i migranti trasportati dovevano essere tra 100 e 110. Difficile quantificare. Stando ai racconti dei superstiti, i dispersi dovrebbero essere complessivamente fra 30 e 40.

«Profonda angoscia per l'ennesimo naufragio a largo di Lampedusa, dove ora Unhcr sta assistendo i sopravvissuti. Fino a oggi sono stati 675 i morti dall'inizio dell'anno nel Mediterraneo centrale. Rafforzare le vie legali». Lo afferma L'Unhcr. Le due imbarcazioni sarebbero partite ieri sera da Tripoli, in Libia. Una delle due, nel viaggio verso la Sicilia, avrebbe iniziato ad imbarcare acqua e successivamente si sarebbe ribaltata. Alcuni dei migranti sarebbero riusciti a spostarsi sull'altra imbarcazione ma molti sarebbero caduti in acqua. Anche la seconda imbarcazione, però, essendo stracarica si sarebbe ribaltata. Verso mezzogiorno oggi il barcone semiaffondato è stato avvistato da un elicottero della Guardia di Finanza a circa 14 miglia a Sud di Lampedusa: subito è scattato l'allarme e da Lampedusa sono partite le motovedette della Guardia Costiera, della Finanza e di Frontex. La Procura di Agrigento, non appena riceverà tutte le carte, aprirà un fascicolo d'inchiesta sul naufragio. L'ipotesi di reato, contro ignoti, sarà di naufragio colposo. Le reazioni politiche "Quando si consuma una tragedia come quella di oggi, con la morte di decine di persone nelle acque del Mediterraneo, sorge in tutti noi un forte sentimento di sgomento e compassione – ha detto la premier Giorgia Meloni – e ci troviamo a misurare l'inumano cinismo con cui i trafficanti di esseri umani organizzano questi loschi viaggi. Insieme al profondo cordoglio per le vittime, alla pietà per quanti hanno perso la vita, rinnoviamo pertanto l'impegno a contrastare questi trafficanti senza scrupoli nell'unico modo possibile: prevenire le partenze irregolari, gestire i flussi migratori". "L'ennesima tragedia avvenuta oggi nel Mediterraneo centrale, a 14 miglia nautiche da Lampedusa, addolora profondamente e suscita un pensiero di profondo cordoglio per le vittime. Questo drammatico episodio conferma, ancora una volta, l'urgenza di prevenire, sin dai territori di partenza, i pericolosi viaggi in mare e di combattere senza tregua lo spietato affarismo dei trafficanti di esseri umani che alimenta questo fenomeno". Lo afferma il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi aggiungendo che "la tragedia di oggi è avvenuta nonostante la presenza di un dispositivo di soccorso in prontezza operativa, composto da diversi assetti nazionali e unità navali private. È nostro dovere continuare, con determinazione e fermezza, a contrastare questo vergognoso commercio di vite umane e a proteggere chi rischia di esserne vittima".