Un gruppo di persone anziane viene improvvisamente sfrattata dalla casa di riposo e si ritrova in una comunità educativa per ragazzi senza famiglia. Questo è Fragili 2, arrivato alla seconda stagione in sordina ma non troppo. Oggi e domani, in prima serata su Canale 5, va in onda il sequel della miniserie. Barbara Bouchet è una di loro, di quei fragili che però hanno ancora la forza di sognare, la luce negli occhi. Ottantuno anni proprio a Ferragosto, tedesca ma ormai italiana, attrice ed ex ballerina, icona sexy del cinema anni Settanta, la diva riflette sul tema della terza età e della voglia di amare.

Qual è, secondo lei, il punto forte di Fragili?

«La relazione tra due età diverse, l’unione dei giovani con le persone anziane, categoria oggi poco considerata, l’anziano viene messo da parte. Una volta le persone grande ispiravano più rispetto, avevano vissuto tante vite, avevano tanto da raccontare e insegnare: ai giovani questo oggi non importa tanto, sono sempre sul cellulare, il loro primo interesse».

Nemmeno tra nonni e nipoti c’è connessione?

«Sì, c’è, ma molto spesso non stanno insieme. Gli anziani non vivono più in famiglia»