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Ultimo aggiornamento: 7:50
di Luca Spagnolo, sindacalista
I dati non mentono, e quelli che emergono dai recenti concorsi per Polizia di Stato e Carabinieri sono un sonoro schiaffo in faccia a chi racconta favole. I numeri parlano chiaro: per 4.617 posti in Polizia, gli aspiranti sono tra i 17.000 e i 20.000, mentre per 4.918 posizioni nei Carabinieri le domande oscillano tra i 12.000 e i 15.000. Tradotto per i non addetti ai lavori: lo Stato offre una poltrona sicura e uno stipendio a fine mese, eppure i giovani italiani preferiscono lasciarla vuota. Un tempo si facevano le file per un posto in divisa, oggi le si fanno per altri motivi.
E allora, qual è il problema? Ci raccontano che i giovani non vogliono più faticare e che cercano la scorciatoia. La verità, come al solito, è più semplice e scomoda. Il “posto fisso” statale, un tempo sogno di ogni famiglia, non è più competitivo. In un mondo dove la paga iniziale in divisa non basta per vivere in una grande città, e dove il settore privato – soprattutto quello tecnologico e digitale – offre salari più alti e prospettive globali, la scelta è ovvia. Chi ha maggiore ambizione preferisce inseguire un’opportunità, anche all’estero, piuttosto che una carriera rigida e mal pagata.






