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Perù e Colombia stanno litigando per Santa Rosa de Yavarí, un isolotto nel Rio delle Amazzoni abitato da circa 3mila persone. Formalmente l’isolotto non è parte di nessuno dei due paesi, perché si formò dal naturale deposito dei sedimenti trasportati dal fiume negli anni Settanta, quando il confine era già stato deciso. I trattati firmati all’inizio del Novecento dicevano infatti che il confine sarebbe stato segnato dal fiume, il Rio delle Amazzoni, nel suo punto più profondo, e che eventuali divergenze future sarebbero dovute essere risolte da una commissione binazionale, che però non è mai stata istituita.

Nei fatti oggi Santa Rosa è amministrata dal Perù: sono peruviane la stazione di polizia, la caserma dell’esercito e le sedi dell’amministrazione locale, tra cui quella dall’agenzia che riscuote le tasse. Gli abitanti si sentono perlopiù peruviani, visto che la maggior parte è arrivata proprio dal Perù negli anni Settanta. Oggi Santa Rosa è un punto di passaggio importante sia per il turismo (molti tour nella foresta amazzonica passano da lì), sia per il commercio.

Da un po’ di tempo però la Colombia ha iniziato a rivendicare con maggiore insistenza la sovranità sull’isola, da quando cioè ha iniziato a perdere l’accesso al Rio delle Amazzoni a causa del naturale spostamento del corso del fiume: il flusso di acqua si sta concentrando sempre di più sul lato peruviano, mentre i due rami colombiani si stanno riducendo di portata. Uno studio della Marina colombiana ha stimato che entro il 2030 la Colombia potrebbe perdere del tutto l’accesso.