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Retromarcia del sindaco che voleva dettare le condizioni. Urso: "Parola agli investitori"

Disco verde dagli enti locali al piano per la decarbonizzazione dell'ex Ilva (con tre forni elettrici) e all'avvio concreto della gara. Grazie a un faticoso accordo, strappato ieri al Mimit dopo una lunga riunione con gli enti locali arrivata dopo mesi di trattative e stop and go, ora il ministro delle Imprese Adolfo Urso può vestire il nuovo bando per la vendita e il rilancio degli asset siderurgici di contenuti reali e soprattutto condivisi: passaggio fondamentale per dare certezze ai futuri investitori che difficilmente avrebbero guardato a un contesto produttivo già così complesso. Da un lato il sindaco di Taranto Piero Bitetti si è arreso a un piano efficace di rilancio per il quale da mesi faceva ostruzionismo e, dall'altro, il Mimit ha messo nero su bianco una serie di interventi di ambientalizzazione cari al primo cittadino.

Nel dettaglio, l'accordo firmato da tutte le parti prevede l'obbligo vincolante della piena decarbonizzazione del sito di Taranto che impone, ai soggetti interessati, di impegnarsi allo spegnimento delle aree a caldo alimentate a carbone; di realizzare fino a un massimo di tre forni elettrici per coprire l'intera capacità produttiva autorizzata (6 milioni di tonnellate) e al pieno rispetto delle prescrizioni contenute nella nuova Aia, in vista del rilascio - successivo all'assegnazione dell'asset - di una Aia più adatta al nuovo assetto pienamente decarbonizzato; di tutelare l'occupazione secondo principio inderogabile; di poter presentare offerte per l'intero complesso aziendale o rami d'azienda o l'intero compendio aziendale Nord o Sud.